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Dancing in the rain!

Abbiamo un punto di vista. Si può, anzi si deve riflettere ed essere responsabili per conservare sempre il sorriso. C’è necessità di persone forti che sappiano portare peso sulle spalle e ballare sotto la pioggia. Perché andare d’accordo è difficile, ma è impagabile e necessario per andare avanti. Ognuno vede l’orizzonte sotto una luce diversa ed è proprio questo a rendere l’orizzonte avvicinabile. I limiti non siamo noi a imporceli, è il buon senso e il rispetto del prossimo a ribadirli.

Il nostro vino è il migliore di Rimini. Sì, forse un giorno se faremo fede al nostro percorso realizzando la migliore espressione di noi stessi, di quello che siamo, una famiglia di contadini e dei nostri principi. Pronti a batterci per migliorare le cose, per imparare qualcosa di nuovo e per lasciare parlare la nostra terra. L’obiettivo è chiaro, i nostri prodotti non passeranno mai in secondo piano. Per andare avanti in questo senso però bisogna saper scegliere con consapevolezza.

C’è chi sente il bisogno di guardarsi intorno in continuazione. Il confronto è positivo, ma non è lo specchio a scegliere cosa siamo diventati. I numeri a cui pensava Galileo quando affermò che il Libro della natura è scritto nella lingua della matematica non sono dei voti. Per tornare a prosperare come in ogni primavera basta guardare le piante. Come le viti, bisogna prepararsi all’inverno.

Dalla natura ci sarà sempre da imparare, non si può aspettare di trovarsi di fronte alla fine per cambiare. Immaginare un futuro migliore è più difficile che aspettare di prendere l’unica soluzione possibile. A volte gli episodi non evidenziano una tendenza, ma è innegabile l’avanzata del gelo che accompagna ogni inverno. Per questo ognuno di noi ha il dovere di mantenere la mente lucida ed il cuore caldo. Non per organizzare la sua ostinata resistenza, ma per capire quali saranno i prossimi passi da fare per migliorare.

Nel nome della terra, è il motto che ha mosso l’uomo, dagli arbori della storia fino all’ultimo dopoguerra. Ogni lingua, ogni cultura, ogni paese fonda le sue radici in un atto agricolo. Un modello arcaico, sorpassato, paesano che ci ha permesso di crescere. Sul quale poggiano le basi del nostro benessere. Un sistema semplice, ormai dimenticato che si basava sul sostentamento e la felicità diffusa dei nuclei famigliari.

Resta nella memoria di qualche contadino d’altri tempi che lo ricorda, incapace di lasciarsi trasportare dall’emozione. Da queste testimonianze si rinnova ancora l’attaccamento alla terra. La natura non è mai stata matrigna, perché continua ancora a sfamarci. Dobbiamo solo accertarci e accettare di fare la nostra parte. Fornendo tutte le cure ed il rispetto necessari a curare non solo il nostro giardino. Ecco, senza la presunzione di potere insegnare niente a nessuno. Noi crediamo che storicamente fare il bene della famiglia sia stato meglio che fare gli interessi di alcuni investitori.

L’agricoltura da sempre si basa sull’agronomia, l’ecologia e la voglia di lavorare. Senza dimenticare che fare e saper fare diventa secondario, quando non si sa scegliere. Ci si trova davanti a dei paradossi come quello del cibo spazzatura, compensato dagli integratori alimentari. Delle dighe e dei muri per combattere il riscaldamento climatico. Oltre alla convinzione, finalmente arrivano le prove che siamo quello che mangiamo. Il nostro cibo però continua inesorabilmente a perdere valore nutritivo. Perché crediamo ancora nelle scorciatoie e di non avere tempo per aprire un libro.

Confondiamo fin troppo spesso lo sviluppo con il progresso. Se c’è una lezione che ci dà la storia è che quando ti sbagli, non importa quanto tu sia grande o quale sia il tuo consenso. La natura trova il modo di farti morire. Crediamo nello sviluppo, ma non ad ogni costo. Per noi l’importante è lasciare un impatto positivo. Siamo qui perché ci crediamo in un vino migliore, che nella nostra famiglia rurale rima con una cultura migliore. In ogni caso saremo fieri di aver avuto il coraggio di provarci.

Per Omero la scelta di Achille è una vita breve e gloriosa, eppure noi guardiamo avanti. Da bravi sognatori dobbiamo essere altruisti, perché la nostra forza viene dalla condivisione. Siamo persone tremendamente normali che sanno bene quanto sia difficile riuscire. Disposte a sostenere il peso del ruolo che ci siamo ritagliati. Perché non c’è vincitore che ce l’abbia fatta senza avere mai toccato terra con il viso. Allora alleniamo i riflessi, sviluppiamo i movimenti giusti e quella lucida follia che ci porta a rialzarci sempre più convinti.

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