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Riscaldamento per la vendemmia

Cantina vigna

Dovremmo tutti essere venditori del nostro entusiasmo. Vogliamo condividere tutto il nostro ottimismo e la nostra motivazione a continuare a fare bene anche quest’anno. Quello che si prova aprendo una nuova bottiglia è per certi versi simile a quello che si prova facendo une nuova conoscenza. Si costruisce un legame con qualcosa di sconosciuto. Bisogna avere pazienza e sapere ascoltare. Nessuno sa se quello che assaggeremo ci piacerà. Se la relazione in cui ci stiamo investendo sarà importante, o se ci tornerà utile un giorno. Un’attitudine positiva è quello che ci spinge ad andare avanti, a fare un passo fuori dal sentiero e a vivere da protagonisti.

Imparare a riconoscere un vino alla cieca è come riconoscere una persona dai primi scambi. Non si tratta affatto di dare seguito ai pregiudizi. Un’abilità dell’uomo è quella di sapere di chi può fidarsi. Sapere se può dimenticare la sua bottiglia in cantina per altri vent’anni, per poi tornare e ritrovare il suo migliore amico d’infanzia. Capire dalle rughe sul collo della bottiglia, come il vino ha reagito al passare degli anni. Comprendere se preferiamo una bevuta piacevole ma effimera, o se siamo pronti ad investire di più. In tutto questo l’importanza della condivisione è fondamentale, permette anche a noi uomini di invecchiare correttamente e di maturare col tempo.

In fondo è questo che ci differenzia dalle macchine. L’intelligenza artificiale può analizzare molte più variabili di quelle che una vita d’esperienza può prendere in considerazione. Cosa ci resta, se non un barlume di umanità, la forza dei nostri valori e la voglia di andare avanti sempre. I conti della vita non si fanno con la calcolatrice. Per fortuna la realtà è complessa e non c’è una ragione a tutto. Ecco perché possiamo permetterci ancora di scommettere nel futuro senza pretese. Perché dobbiamo tutti prendere delle decisioni e convivere con il loro peso. Per farlo la certezza non esiste, esiste solo la fiducia. Quando un grappolo è stato colto, non si può più riattaccare alla pianta.

L’idea non è certo quella di rimanere impassibili e di passare attraverso le dure prove che ci porteranno ad un’ipotetica felicità. Dobbiamo dare un senso a quello che facciamo, trovare il nostro spazio e imparare ad apprezzare ogni momento del nostro percorso. Se facciamo degli errori possiamo consolarci, in fondo anche quelli saranno memorabili. Sono le emozioni a rendere quello che facciamo straordinario. Far passare un messaggio e fare emozionare qualcuno non è facile e soprattutto non si fa di proposito. Non potendo influenzare gli altri, meglio focalizzarci su noi stessi e rimanere concentrati. Ci sarà sempre una parte che non dipende da noi, ma dal canto nostro non possiamo risparmiarci.

Il mantra del viaggio è la scoperta. La destinazione è fissa, ma non il cammino. I piani a lungo termine sono una noiosa illusione, se non sappiamo amare quello che facciamo, in una realtà che evolve. Ripartiamo con la convinzione ancora più forte di potercela fare. Un grande terroir viticolo è fatto dall’ostinazione dell’uomo a dedicarsene. O meglio, è il risultato di un grande lavoro di una squadra che crede fermamente in quello che fa.

La vendemmia è l’occasione unica che abbiamo di ricominciare ogni anno. Di investire in un futuro che possiamo solo sperare sia qualitativo. Il migliore modo per prevedere il futuro è costruirlo! Al costo di sbagliare e di fare fatica. In azienda abbiamo un esempio un po’ consunto, ma unico al mondo, di forza di volontà. Sarebbe un grave errore non seguirlo e lasciarsi abbandonare alla mancanza di intenzioni. 

In due parole, in vigna o nella vita, sarebbe un Buona vendemmia! Come una grande bottiglia sarebbe dell’uva spremuta, allora che chiunque saprebbe riconoscere la differenza.

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