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L’anno che verrà

L’anno vecchio è finito ormai e qui c’è una grossa novità

Si riparte dall’agricoltura, è tempo di riscoprire il nostro mestiere. Dal Biologico, il prossimo passo è già verso l’agroecologia. Dobbiamo stabilire un contatto diretto tra le pratiche viticole, agronomiche e le nuove conoscenze. Basta intermediari che non hanno mai preso in considerazione la salute dei nostri suoli e delle acque.

In un mondo in cui aprendo il nostro telefono possiamo disporre della tecnologia di ben quindici premi Nobel. E’ necessario fare convergere le diverse forme del sapere. Per il momento, per trovare le viti non abbiamo ancora bisogno della teoria della relatività che fa funzionare il GPS. Grazie alla semplice osservazione dei fenomeni naturali ed alla raccolta dei dati, possiamo essere più sensibili allo sviluppo delle viti. In buona sostanza, facendo attenzione e applicando più conoscenze siamo in grado di capire meglio quello che succede in azienda.

L’annata 2018

Siamo soddisfatti di questo primo anno di conversione al biologico. Ci è voluto più impegno, ma siamo riusciti a difenderci egregiamente dalle malattie fitosanitarie, senza ricorrere a prodotti di sintesi. In realtà si tratta solo di una formalità, perché stiamo intraprendendo questo percorso da quasi dieci anni. I nostri vigneti storici non conoscono altro che la zappa e l’ombra di Luigi. Siamo ancora più persuasi dell’idea che l’utilizzo dei prodotti chimici in viticoltura non abbia futuro.

L’alimentazione della vite non è troppo diversa dalla nostra, l’elemento più importante è l’acqua, come nel nostro caso. Seguono poi una serie di elementi minerali che le radici assorbono dal suolo. I fattori che hanno un peso importante anche sul vino, sono sostanzialmente due: l’alimentazione idrica ed azotata. I due elementi climatici d’interesse sono invece la pioggia e la temperatura durante il periodo di vegetazione.

 Il 2018 inizia con un inverno sufficientemente piovoso e qualche episodio di forte freddo. La stagione vegetativa è favorevole con precipitazioni non eccessive ed un buon soleggiamento. Il germogliamento e la fioritura si svolgono correttamente, ma le malattie fungine sono in agguato. L’estate inizia con delle temperature che presto iniziano ad alzarsi rispetto alla media e ben poche precipitazioni. A partire da metà luglio però degli eventi temporaleschi circoscritti, apportano delle importanti precipitazioni che evitano lo stress idrico. Le piogge si susseguono anche a fine agosto, senza risparmiare il periodo di vendemmia.

Grafico realizzato con i dati della stazione climatica di Vergiano.

Globalmente il meteo è stato più favorevole per lo sviluppo vegetativo della vite rispetto all’annata precedente. Il 2017 con delle temperature estreme e una forte siccità aveva davvero messo i vigneti alle strette. Un’annata un po’ più umida ha favorito la ricostruzione delle riserve, tuttavia le ricadute sul vino non sono le stesse. Delle differenze tra le due annate hanno già delineato due stili di vino riconoscibili, peculiarità di un prodotto agricolo sincero.

Spesso si produce buon vino, quando la stagione balneare va bene ed il tempo è bello in estate. Quest’anno però la pioggia è arrivata a sprazzi in episodi brevi, ma intensi. La vite ha provato allo stesso tempo la siccità e qualche giorno dopo l’eccesso di pioggia.

Fortunatamente siamo stati risparmiati dalla grandine che ha toccato diversi vigneti in Romagna. Non abbiamo avuto perdite di raccolto, ma in primavera le frequenti piogge hanno favorito lo sviluppo della peronospora. Lavorando anche nei fine settimana abbiamo evitato la contaminazione delle nostre viti. Con il solo utilizzo di rame a bassa dose, l’uva raccolta era sana ed esente da residui di pesticidi.

La fertilità era molto alta, grazie al forte impulso dell’annata 2017 sulle gemme. Si sono formati molti grappoli ed a più riprese siamo passati a rimuoverne una parte, per limitare la resa. Abbiamo interrato una buona parte dei sovesci che avevamo seminato. Col senno di poi avremmo potuto limitare di più questa operazione. Fino a metà luglio si prospettava però il rischio siccità, come nelle ultime tre annate.

Vendemmia

A fine estate l’escursione termica era limitata e le temperature molto alte. La maturazione dei bianchi è stata piuttosto rapida e la vendemmia è iniziata i primi di settembre. In quest’occasione è stata raccolta anche la Rebola. Si presentava molto bene all’entrata in cantina e che ha confermato le aspettative. La maturazione del Sangiovese e degli altri rossi è stata invece più lunga. Il colore è rosso rubino, brillante, i vini sono meno tannici e un po’ più acidi, caratterizzati da sfumature fruttate di ribes, mora e floreali di rosa, violetta. L’impatto che ha avuto il clima dell’annata è stato più importante di quello delle caratteristiche dei diversi suoli. I vini si presentano meno alcolici, con delle note più fresche e una maggiore facilità di beva. In particolare i rossi sono sapidi, mentre i bianchi sono intensi e persistenti.

Anche se non era quello che ci aspettavamo sin dall’inizio. In fin dei conti è questo il senso in cui auspicavamo andassero le cose. Dopo aver avuto diverse annate favorevoli alla produzione di vini corposi. Quest’annata rimarrà scritta nella storia della nostra azienda come quella di un passaggio critico al biologico. Con la consapevolezza di potere continuare il nostro percorso qualitativo e sostenibile, nonostante i capricci del tempo.


“l’uva raccolta era sana ed esente da residui di pesticidi.”

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